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May 31 Eden Of The EastEden Of The East
Particolare ed interessante serie la cui regia è stata affidata a Kenji Kamiyama (Ghost in the shell - Stand Alone Complex, Jin-roh, Moribito - Guardian of the spirit), che ne è anche il creatore, mentre il caracter design è opera della nota mangaka Chika Umino, autrice di Honey & Clover e March comes in like a lion.
February 14 Lupin III e il castello di CagliostroLupin III e il castello di Cagliostro
Lupin III - Il castello di Cagliostro è un anime del 1979, diretto da Hayao Miyazaki. Si tratta del secondo lungometraggio dedicato al personaggio di Lupin III, disegnato da Monkey Punch. Nella pellicola i disegni si dimostrano di altissima qualità, la trama è ottimamente congegnata e spiccano le appassionanti scene di inseguimento, degne dei migliori film d’azione. In questo film, il ladro Lupin torna a vestire la giacca verde, come nella prima serie animata datata 1971 (la migliore delle tre secondo il mio modesto parere), mentre lo troviamo per la prima volta al volante della mitica Fiat 500 gialla."Per il suo lungometraggio d'esordio, datato 1979, Hayao Miyazaki riprende i personaggi di una delle più note serie televisive dell'animazione giapponese, serie a cui lui stesso collaborò: parliamo ovviamente di Lupin III, forse il più longevo anime della storia, con un gran numero di serie televisive e di film per un personaggio il cui successo, a oltre trent'anni dalla sua prima apparizione televisiva, non accenna tutt'oggi a diminuire. Più precisamente, il regista rielabora qui alcuni spunti contenuti in tre degli episodi da lui diretti della prima, storica serie del 1971, costruendo loro intorno una storia di spionaggio che vede coinvolti tutti i personaggi originariamente creati dalla fantasia del fumettista Monkey Punch. La personalissima concezione che Miyazaki ha del cinema di animazione si nota già con chiarezza, pur trovandosi il regista a lavorare su un soggetto non suo: lo storyboard disegnato meticolosamente, l'attenta scelta delle "inquadrature", l'importanza della fotografia e della musica come parte integrante del tutto: è una regia assolutamente e squisitamente "cinematografica", quella di Miyazaki, che si ritrova già anni luce avanti a quella della sua controparte americana (la Disney, nella fattispecie) e anticipa di anni le tendenze del cinema di animazione giapponese a venire. La sfrenata, surreale fantasia del regista, e nel contempo la sua eccezionale, rigorosa abilità tecnica, si esaltano soprattutto nelle scene d'azione: da ricordare in particolar modo quella, mozzafiato, dell'inseguimento in macchina all'inizio del film, sequenza che attirò addirittura l'attenzione di Steven Spielberg che la definì una delle migliori scene d'azione mai viste al cinema. In più, Miyazaki da' un taglio molto personale alla vicenda, che la fa differenziare dalla sua controparte televisiva pur mantendendone sostanzialmente invariato lo spirito e le caratteristiche di base. Quella che ci viene presentata è in definitiva una fiaba, ben mascherata sotto un intreccio di spionaggio: gli archetipi della fiaba ci sono tutti, dalla fanciulla imprigionata in un castello, al suo crudele carceriere, al cavaliere che deve liberarla, per finire con il tesoro nascosto. L'abilità di Miyazaki è stata quella di aver trasportato questi elementi in un contesto contemporaneo, integrandoli alla perfezione con l'intreccio di base e mantenendo un'unità di tono assolutamente invidiabile. Fondamentale e coinvolgente è la storia d'amore contenuta nel film, un amore che affonda le radici in un lontano, dimenticato passato, e che vede coinvolti due personaggi estremamente diversi (una nobile fanciulla e un fuorilegge dal cuore d'oro): un motivo che il regista dimostra di padroneggiare perfettamente, e con il quale riesce a coinvolgere immediatamente lo spettatore. Da ricordare a questo proposito la bella sequenza del primo incontro tra Lupin e Clarisse, con la luce soffusa, l'atmosfera estremamente dolce (ben sottolineata dal tema musicale di Yuji Ono), e il primo, magnetico contatto di due universi all'apparenza distanti che si attraggono tuttavia vicendevolmente: oggetti dell'attrazione sono ciò che a ciascuno dei due manca, ovvero l'innocenza da una parte, e la libertà assoluta dall'altra. Un altro motivo che nel film acquista uno spessore drammatico inedito è quello del dualismo, mutuato dalla serie, tra Lupin e il suo acerrimo rivale, l'ispettore Zenigata: a quest'ultimo in particolare, la sceneggiatura da' uno spessore tutto nuovo, presentandolo come un irreprensibile difensore della legalità e della giustizia che finisce per scontrarsi con i suoi superiori, complici degli intrallazzi politico-economici che permettono al Conte di Cagliostro i suoi loschi traffici. Così, l'uomo si troverà incredibilmente dalla stessa parte del suo rivale storico: i due arriveranno a lottare fianco a fianco e mostreranno alla fine un rispetto reciproco che travalica i rispettivi, antitetici ruoli. E' un tema, questo del rispetto tra due antagonisti "naturali", mutuato da tanta cinematografia noir americana ed europea, che qui va a rinnovare uno dei motivi portanti del soggetto originale, infondendogli nuovo interesse. La sceneggiatura, scritta da Miyazaki insieme al suo co-sceneggiatore Tadashi Yamazaki, si traduce quindi in un intreccio strutturato in modo perfetto, e i personaggi sono delineati in modo che possa facilmente affezionarvisi sia chi ha conosciuto e amato la serie televisiva, sia chi ne è completamente digiuno. Ma il punto di forza principle di questo film è proprio la regia, che con il suo carattere cinematografico e il suo perfetto equilbrio tra romanticismo, azione, suspence e commedia, fa già capire che ci si trova senza ombra di dubbio di fronte a un vero autore: un autore che era evidentemente insofferente dei vincoli imposti dal mercato delle serie televisive e cercava nel lungometraggio un mezzo per poter esprimere più liberamente quella che era già la sua poetica (la formazione dello Studio Ghibli, infatti, verrà dopo pochi anni). Un film da recuperare e guardare con attenzione, quindi, qualcosa di più rispetto a un semplice esordio e qualcosa di più, anche, rispetto a uno dei tanti episodi che compongono la cosmopolita galassia di uno dei personaggi più amati del mondo dell'animazione, di tutte le latitudini."
Edizioni Italiane
La prima edizione non è stata doppiata, come solitamente avviene, dalla MI.TO Film, bensì dal Gruppo Trenta, infatti il cast non è quello ufficiale italiano. Questa edizione presenta alcuni errori: in una scena finale il doppiatore di Lupin non è più Loris Loddi, ma Mauro Gravina e più avanti si sentono ripetersi due battute, in un tempo che niente ha in comune con le frasi. Inoltre il nome di Fujiko Mine è stato cambiato in "Rosaria", mentre quello di Clarisse diventa "Clarissa". La seconda edizione del film è stata fatta per l'home-video. Rispetto all'edizione home-video de La pietra della saggezza rimangono fissi i doppiatori Marco Balzarotti, Flavio Arras e Maurizio Scattorin, mentre cambia il resto del cast. Vi sono molti errori nella traduzione, come ad esempio l'arcivescovo che diventa Papa o la città romana scambiata per Roma stessa. Inoltre Zenigata da ispettore passa a detective. La terza edizione del doppiaggio è stata distribuita per la prima volta nei cinema italiani il 6 luglio 2007 da Mikado Film. Questa versione è stata presentata in un'edizione completamente rinnovata: è stato infatti acquisito l’internegativo giapponese per poter offrire una qualità superiore delle immagini ed è stato convocato il cast storico della serie per il doppiaggio. La direzione è stata affidata ad Aldo Stella (che nel film doppia l'Arcivescovo) e, come si può leggere nella tabella, tornano due doppiatori della seconda edizione: Ivo De Palma è ancora la voce del Conte di Cagliostro, Antonio Paiola è di nuovo il Giardiniere, mentre Giulia Franzoso da Clarisse diventa la Cameriera. Per concludere vi invito a visitare il sito ufficiale del film, ricco di informazioni --> February 13 Neve. . .. .. Neve .. .. . .
Non c'è niente di meglio che svegliarsi la mattina e trovare il paesaggio imbiancato.
Non so voi, ma a me la neve piace molto, soprattutto vederla cadere lenta e delicata da dietro la finestra.
Se poi se ne posa abbastanza per poter fare una bella battaglia a palle di neve è ancora meglio >_<.
Quando tutto è innevato, è come se il panorama assumesse un'altro aspetto.
Come se d'un tratto mi ritrovassi in un mondo fantastico pronto ad offrirmi mille avventure.
Ritorno quindi bambina, e i miei pensieri si semplificano come il paesaggio che mi si presenta dinanzi.
E' davvero una bella sensazione......
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January 26 I Piaceri Della Musica Classica - Parte Seconda
Rossini Il Barbiere Di Siviglia
Il barbiere di Siviglia è un'opera lirica di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais. Il libretto era stato già musicato l'anno prima da Francesco Morlacchi; Prima di lui, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782.
La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina, a Roma, e terminò fra i fischi.
A provocarli, secondo i pettegolezzi dell'epoca, sarebbero stati gli impresari di un teatro concorrente, il Teatro Valle; secondo altri, la colpa fu di alcuni seguaci di Paisiello e della sua versione dell'opera.
Il solo annuncio che Rossini stava preparando una nuova versione del Barbiere di Siviglia aveva suscitato non poche polemiche, anche in considerazione del fatto che all'epoca Paisiello era ancora vivo.
Il fiasco della prima fu però riscattato immediatamente dal successo delle repliche, e l'opera di Rossini finì presto per oscurare la precedente versione di Paisiello.
Qui di seguito vi propongo la bellissima Overture, l'aria più famosa di Figaro "Largo al Factotum" e "Una voce poco fa" interpretata da Maria Callas.
Buon Ascolto.
Overture
Largo al Factotum
Una voce poco fa January 13 Corto Maltese Italian Fan SiteCorto Maltese Italian Fan Site
E' con immenso piacere che apro ufficialmente questo sito dedicato a Corto Maltese, uno dei personaggi più affascinanti del mondo de fumetti ideato dal grandissimo Hugo Pratt.
Anti-Eroe, al tempo stesso romantico e moderno, vive avventure al confine fra la realtà storica, la filosofia, le leggende e la fantasia. Pungente ma giusto, irriverente ma con garbo, arrivista ma premuroso........in due parole: "Gentiluomo di fortuna". Al momento è ancora spoglio, ma pian piano cerceherò di arricchirlo il più possibile sperando possa essere un punto di riferimento per tutti gli appassionati di Corto Maltese e del suo grande ideatore Hugo Pratt. Non posso quindi che augurarvi una buona navigazione.
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